Ricetta per una carriera di successo nella musica classica. L’immagine

Ricetta per una carriera di successo nella musica classica. L’immagine

La ricetta per una carriera di successo come professionista della musica classica.

Una ricetta complessa ma possibile.

Il primo ingrediente è sicuramente l’immagine. L’ingrediente da cui partire. Un lavoro lungo e delicato che imposterà tutta la comunicazione dell’artista e della sua musica. All’interno ci sono tanti fattori che vanno dosati e mescolati con cura.

Quanto è importante l’immagine nella carriera di una/un musicista?

Tanto. E non solo perché siamo sì, nella società dell’immagine, ma perché se si vuole esistere nel mercato di oggi bisogna per forza di cose fare i conti con la rappresentazione che diamo di noi stessi, come persone e come artisti. 

Curare l’immagine è una delle tappe più importanti per la carriera di una/un musicista nella musica classica. E questa cura deve avvenire a monte. Dovrebbe essere una delle tappe principali da affrontare prima di iniziare una carriera da professionista. Affacciarsi nel mondo professionale  impostando la strada giusta è aver fatto quasi metà del percorso.

Non è facile, ce ne rendiamo conto. Oltretutto perché la cura dell’immagine con finalità promozionali, non è ancora considerato oggetto di studio nell’ambito della musica classica, almeno in Italia. Nei conservatori per esempio, si studia come diventare un/una musicista ma non come affrontare la carriera professionale.

Prima di tutto va fatta un’analisi sul chi siamo. Sembra banale ma non lo è.
Chi siamo come persone e come artisti, cosa vogliamo comunicare al mondo, perché siamo sul mercato, cosa apportiamo di nuovo o di particolare, perché le persone dovrebbero seguirci o prestare attenzione alla nostra immagine e poi alla nostra musica.

Perché per quanto voi siate bravi, la vostra musica arriverà un secondo dopo la vostra immagine.

L’immagine è la porta di accesso, il motivo per incuriosire e approfondire.

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Queste sono le domande che ogni artista dovrebbe farsi prima di iniziare a costruire la propria immagine. 

  • Chi sono?
  • Cosa faccio?
  • Quali sono le mie caratteristiche personali?
  • Qual è la mia forza?
  • Quali sono le mie passioni oltre la musica?
  • Cosa mi rende unico-a?

E poi?

  • Che artista sono?
  • Cosa propongo?
  • Cosa mi rende unica-o?
  • Qual è la mia forza?
  • Perché un direttore artistico dovrebbe prendermi in considerazione?
  • Perché il pubblico mi dovrebbe seguire?

Questa auto-analisi non va sottovalutata, è una fase molto delicata e ci vuole tempo, pazienza, cura e determinazione. Non abbiate fretta di concludere. 

Chiarita questa fase si passa alla costruzione dell’immagine vera e propria.
È proprio quello che facciamo quando ci troviamo a lavorare per gli artisti di musica classica per quella che viene chiamata Visual Identity, che non è altro che l’identità visuale, l’immagine visiva, la comunicazione a tutto tondo dell’artista.

Cosa vogliamo comunicare?
Qual è l’immagine che vogliamo dare di noi stessi come persone e come artisti?

Qui spesso, nell’ambito della musica classica, ci si trova davanti a mille pregiudizi.
Ci capita quindi molto di frequente di essere davanti a un desiderio ostacolato dal giudizio.

Il giudizio del mondo della musica classica. Del pubblico e delle istituzioni.
Cambiare, apparire, farsi notare è a volte quasi una colpa.
Se si esce un pochino dagli schemi, si ha paura di mancare di serietà.

Qui però non parliamo più di coraggio ma di consapevolezza.
La consapevolezza di un musicista di dover essere competitivo e farsi notare per quello che è e senza forzature.

Dietro la Visual Identity c’è lo studio di un concept che guiderà tutta la comunicazione.
Dare forma a tutto quello che si è analizzato fino a questo punto e arrivare alla costruzione dell’immagine vera e propria.

Dentro al concept c’è la tutta la comunicazione dell’artista. Dal concept partirà tutto, la realizzazione del set fotografico, l’outfit, lo studio dell’immagine e le sue declinazioni e poi la grafica, la comunicazione e la promozione digitale e non. Un lavoro completo che arriverà a delineare l’artista agli occhi del mondo. 

È importante rivolgersi sempre a professionisti del settore: fotografi, stylist, videomaker, grafici  che dovranno aver compreso il lavoro che c’è dietro e il concept da portare avanti.

 

L’outfit e lo styling 
Non significa semplicemente scegliere un abito. Ecco perché ci si deve sempre affidare a dei professionisti. Va scelto insieme all’artista e per l’artista.
È per questo motivo che quando affrontiamo un lavoro di Visual Identity la nostra stylist parla con l’artista in maniera approfondita per capire tutte le caratteristiche della persona e del musicista, le esigenze e i desideri. Solo capendo a fondo queste cose si può arrivare alla scelta giusta, mai forzata.

L’outfit include tutto, non è solo il vestito ma anche i colori, i particolari, gli accessori, le movenze, le espressioni, tutto. 

Le foto devono essere professionali.

Perché un professionista?
Perché in quanto tale saprà capire cosa far uscire dalla foto. Non solo, saprà valorizzare il soggetto con le luci giuste, saprà immortalare il momento giusto capendo anche la personalità e le esigenze del cliente. Non basta avere una macchina fotografica, non basta una foto venuta bene.

Inoltre, va considerata la destinazione.

Ogni foto è pensata per uno scopo e una destinazione, che sia il sito web, la campagna pubblicitaria, i social media, la copertina di un cd. Il professionista saprà lavorare tenendo in considerazione tutti questi fattori. 

Arrivati a questo punto si arriva alla fase di post- produzione.
Anche la fase di post-produzione è molto importante e delicata.

Si andranno a scegliere le foto migliori, non perché più belle ma perché più efficaci e rappresentative, quelle più adatte al nostro obiettivo.

Queste foto andranno a declinare insieme alla Brand Identity tutta la comunicazione dell’artista e della sua musica. Della Brand Identity (logo, grafica, pay off, tono di voce, ecc…) abbiamo parlato molto ma torneremo sull’argomento molto presto.

Il percorso è lungo e delicato perché la cosa più importante è che l’artista si possa riconoscere nella nuova immagine, la sposi, la condivida e ci si senta a suo agio, senza pregiudizio.

Un’altra questione infatti che ci sta molto a cuore a questo proposito è che l’immagine va curata sempre, rispettandola.

Una volta che si è investito del tempo e del denaro sulla nuova identità, questa va mantenuta, alimentata, confermata in ogni ambito del proprio lavoro.

Verrete ripagati in riconoscibilità.
E questo, in un mondo saturo, credeteci o no, è quasi tutto

 

Un articolo di Roberta Capotondi
Content creator per Amusart

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