La comunicazione pop della musica classica

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La comunicazione pop della musica classica

La musica classica non è popolare, non fa parte del quotidiano, la maggior parte della persone che non siano già appassionati non la conosce oppure, peggio, non ne è incuriosita.

Questo deriva da un’impostazione elitaria che alberga nella stragrande maggioranza dei professionisti ed istituzioni e che, andandosi ad unire ad una comunicazione polverosa, noiosa, priva di idee e sterile come risultati, produce un unico drammatico risultato: al pubblico sta antipatica e ne è intimorito.

Del resto, quando vediamo ancora il faccione di Mozart e Beethoven accoppiati su un cartellone per promuovere appunto un concerto con musiche di Mozart e Beethoven, quindi con un sforzo di fantasia notevolissimo direi, possiamo intuire che non si produca alcuna leva di interesse e che si miri (quando si mira, che già sarebbe qualcosa, la maggior parte delle volte è a caso) ad un unico pubblico, quello che comunque verrebbe lo stesso ad ascoltare il concerto perché è appassionato, fallendo così rovinosamente l’obiettivo che tutti noi professionisti della comunicazione della musica classica dovremmo avere: ampliare il pubblico usando un tono di voce accattivante, leggero, diretto e che sia un ponte tra la musica e le persone.

Ecco perché il nostro social fest dedicato a Johann Sebastian Bach: iniziando dalla formula, un festival sui social. Troverete tutti i contenuti sul nostro Spin-Off, si chiama BB-300.
Ma poi ogni contenuto sarà appunto in tour: podcast, articoli, pillole tra Spotify, Facebook, Twitter, Instagram e Linkedin. Il faccione del buon Johann Sebastian è ricolorato nella palette del manifesto Campari di Depero, che abbiamo poi appiccicato su lattine, contenitori per pastiglie e un furgoncino, il quotidiano insomma, il popolare, quello che tutti conoscono.

Naturalmente i contenuti abbiamo puntato a renderli accessibili attualizzandoli e contestualizzandoli, raccontando la storia musicale insieme ai lati caratteriali, quelli in cui ognuno dei lettori può identificarsi: insomma non un pippone storico sulle ragioni escatologiche del Clavicembalo ben Temperato. Non perché non siano importanti, ma perché sui social sono fuori luogo: è come andare al Flower Power di Formentera a fare una conferenza sulla musica dodecafonica.

Comunicare, intesa come capacità di mettersi in contatto, è apertura, fantasia e spontaneità: il creative advertising è la chiave che apre le porte alla curiosità e che spinge all’approfondimento.
La comunicazione pop della musica classica è quel ponte che serve a coinvolgere sempre più pubblico e sempre più giovane, a farlo appassionare, per dare slancio al business e di conseguenza alla cultura e alla musica.


Facciamoci contagiare dal Classical Music Power: e tra un paio d’anni tutti a Ibiza! ? ? ?

Tiziana Tentoni

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