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Clubhouse, il social democratico.

Febbraio 15, 2021

Written by Tiziana.Amusart

Clubhouse è un social democratico perché dà a tutti la possibilità di intervenire ma solo chi ha davvero qualcosa da dire ha poi l'opportunità di arricchirsi di contatti, esperienza e consigli che arrivano da storie diverse.

Sentivamo l’esigenza di un nuovo social, sì, ci scappava proprio. Non abbastanza l’assetto editoriale di Facebook, la spontaneità di Instagram, la vivacità di Tik Tok, l’essenzialità di Twitter, la professionalità di LinkedIn e la popolarità di YouTube. No era forte l’impellenza di un social vocale e solo per invito: Clubhouse.

La prima volta che ne ho sentito parlare era circa un mese fa: questo sistema in cui SOLO SE TI INVITANO puoi accedere ammetto che, seppur figlio delle più semplicistiche strategie di marketing, mi ha molto incuriosita. Quando poi l’iscrizione è stata confermata ed è apparso Appena qualcuno ti farà entrare ti avviseremo, manco ci ho pensato due volte, chiusa la app, arrivederci. Non passa neanche mezza giornata e trionfante il messaggio che CE L’AVEVO FATTA! Ero dentro Clubhouse perché non so chi mi aveva sbloccato l’accesso: mi sbrigo ad aggiornare il curriculum con il notizione ed entro.

Di persone che conoscevo zero, una grafica molto basic e un preoccupante Start a Room in basso, grande e verde. Per paura di sfiorarlo per caso e trovarmi dentro a non so cosa, ho preso il telefono dai lati, allontanando i polpastrelli come se scottasse e mi sono seduta respirando lentamente. Poi prendo il coraggio e entro in una stanza denominata Clubhouse Italia che mi sembrava la meno pericolosa. Le stanze sono composte da moderatori, speaker e ascoltatori, in un clima tra radio e baracchino effetto vintage. La cosa bella è che, per i primi due giorni, in qualsiasi stanza entrassi, anche fosse chiamata Riflessioni sulla filosofia del diritto di Hegel, era tutto un Oh, ma come funziona sto social, ma se faccio una room poi come faccio ad uscire. Insomma, sembrava di stare come quando entri nella prima stanza buia della casa del terrore al Luna Park che non sai cosa aspettarti e per non fartela addosso dalla paura fai le battute a voce alta, uguale.

Poi, man mano, invece si è svelato. Si tratta di parlare e ascoltare, unirsi a stanze che, ora, iniziano ad avere argomenti definiti e anche una certa regolarità, confrontandosi con professionisti, personaggi TV, politici, ma anche molti giovani alle prime esperienze lavorative oltre che artisti, giornalisti, manager uniti da una netiquette che poco a poco si cristallizza. Tutti hanno facoltà di parlare ed intervenire nelle discussioni, alzando una manina virtuale e potendo andar via senza salutare ma educatamente in silenzio, quindi niente Beh volevo salutarvi tutti, semmai domani mi ricollego: non ce ne frega niente, fai il leave quietly e lasciaci andare avanti. Insomma, niente convenevoli, solo argomenti. Non ci sono post, commenti, niente.

Ad ora, Clubhouse è un social democratico perché dà a tutti la possibilità di intervenire ma solo a chi ha davvero qualcosa da dire dà poi l’opportunità di arricchirsi di contatti, di esperienza e di consigli che arrivano da storie diverse. Una delle mie prime room (la prima room non si scorda mai) aveva come argomento Musica classica e digitale e mi sono ritrovata con persone che non conoscevo, se non qualcuna di nome, a condividere informazioni, sensazioni, consigli.

Insomma, vi consiglio di farvi un giro finché resta così, siamo tutti un po’ ospiti e ancora ci muoviamo piano per non fare rumore. E poi sono pochissimi i professionisti di musica classica e invece molte ed interessanti le room sulla situazione della cultura: e non è obbligatorio intervenire, si può anche solo ascoltare, come un Podcast a più voci. È tutto da esplorare, da creare e visto che non sono i social a fare il contenuto ma siamo noi, si può provare ad avere un’occasione di confronto ulteriore e senz’alto più concreta rispetto qualsiasi altro social.

Vi aspetto dunque nella mia prossima room che si chiamerà Quelli che fischiano e il cane torna: irresistibile, no?

Tiziana Tentoni

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