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Born in Bonn. La città di Beethoven

Dicembre 15, 2020

Written by Roberta.Amusart

Degna madre di un figlio illustre? Che tipo di città è oggi l'ex capitale della Germania dell'Ovest?

Ludwig van Beethoven nasce a Bonn nel 1770 dove viene battezzato il 17 dicembre e qui vive fino all’età di ventidue anni. In quel periodo Bonn non era una città qualunque ma possiamo dire di una certa importanza, era infatti dal 1597 la residenza ufficiale degli arcivescovi e dei principi elettori di Colonia e restò tale fino al 1803.

Le testimonianze di quel ruolo sono ben evidenti ed è proprio nel secolo in cui nasce Beethoven che vengono costruiti i più grandiosi edifici e monumenti che non sono però lì a glorificare passivamente un passato ma sono stati egregiamente conservati e riutilizzati per la Bonn di oggi. Un esempio tra tutti è la maestosa Residenza del principe elettore Kurfürstliches Palais, ricostruita dopo l’incendio del 1689, dall’italiano Enrico Zuccalli e poi continuata dal francese Robert de Cotte. Oggi è la sede dell’Università e senz’altro uno dei simboli di questa città.

Sempre al francese Robert de Cotte è affidata la realizzazione di un'altra residenza del principe-arcivescovo, questa volta estiva. Si tratta di una villa in stile rococò con un meraviglioso e originale giardino circolare.  È il castello di Poppelsdorf Poppelsdorfer Schloss. Oggi questo maestoso edificio è la sede della facoltà di mineralogia dell’Università di Bonn dove troviamo anche un importante museo mineralogico e nel parco un giardino botanico che vanta più di 11.000 specie di piante.

Segno della capacità di questa città di reiventarsi, come ci dimostra ancora di più nel secolo scorso quando smette dopo più di quarant’anni di essere la capitale della Germania dell’Ovest (dal 1949 al 1990).
Anche se rimane comunque una città importante a livello politico per la presenza di alcuni uffici governativi e di 19 organizzazioni delle Nazioni Unite, perde la sua importanza come capitale europea.

Ma come solo le città del Nord Europa sanno fare, non ha aspettato molto e si è subito ripensata investendo, non pochi soldi, nella rivalutazione della propria storia e del patrimonio artistico, insomma nella cultura. Strano è?
È così che questa cittadina di poco più di trecentomila abitanti è oggi una metà turistica che conta in media nove milioni di presenze l’anno.

Anche il periodo governativo ha lasciato ville ed edifici molto interessanti dal punto di vista architettonico come le ex-ambasciate, le sedi della cancelleria, le residenze del cancelliere. Alcuni esempi sono il Kanzlerbungalow, la Villa Hammerschmidt, il Palazzo Godesburg, il grattacielo Langer Eugen e il famosissimo Vecchio Municipio Altes Rathaus.

Ma la cittadina che oggi non si chiama più "Bundeshauptstadt" (capitale della federazione), ma "Bundesstadt" (città della federazione) ha fatto molto di più. Proprio dalla metà degli anni Novanta ha cominciato a ridisegnare il quartiere presidenziale come nuovo polo dell’arte e della scienza.

Il miglio dei musei, proprio così, una zona, sul lungofiume, dove è concentrata la cultura. Musei davvero interessanti, per gli edifici che li ospitano e per le straordinarie collezioni al loro interno come il Museo di Scienze Naturali Zoologisches Forschungsmuseum Alexander Koenig, il Museo storico della Repubblica Federale Tedesca Haus der Geschichte der Bundesrepublik Deutschland, il Kunstmuseum, uno dei più importanti musei d’arte moderna e contemporanea e che dire dello straordinario Museo della Matematica, Arithmeum, unico nel suo genere . Da segnalare inoltre è sicuramente il Frauenmuseum, il Museo delle donne che promuove l’arte, la cultura e la scienza delle donne. Che dire?

In questo percorso illuminato non poteva non esserci anche la Casa Museo di Beethoven in via Bonngasse 20. La Beethoven-haus è nata ben prima ma dopo un importante restauro negli anni Novanta si è sempre più distinta per la sua attività prolifica e innovatrice diventando una delle case-museo di musica più visitate al mondo.

E se per il 75esimo anno dalla nascita Bonn regala a Beethoven nel 1845 un'enorme statua di bronzo Beethoven Denkmal, quest'anno per i 250 anni dalla nascita dell’illustre figlio Ludwig le cose non potevano certo essere da meno. Le cose erano state organizzate davvero in grande. Purtroppo la pandemia ha rovinato i programmi anche agli organizzatissimi tedeschi MA, ci sono anche buone notizie.

La prima è che si è deciso di estendere i festeggiamenti fino a settembre 2021 quindi c’è ancora la possibilità di assistere agli innumerevoli appuntamenti in programma. La seconda è che, nell’attesa di prenotare il nostro biglietto per il 2021, ci sono molti eventi online a disposizione di tutti.
Il 16 dicembre preparatevi al Beethoven birthday party! Una notte di festeggiamenti in live streaming, il 17 invece Daniel Barenboim e la West-Eastern Divan Orchestra trasmetterà dal vivo dalla Bonn Opera. Il concerto andrà live in TV e radio e in streaming sul web.

Oltre ai concerti disponibili online, interessante è la mostra interdisciplinare Beethoven-Welt.Bürger Musik organizzata dal centro culturale Bundeskusthalle e trasformata in un evento virtuale in 3d con video di approfondimento. Sulla stessa scia la Beethoven-haus in collaborazione con Google Arts and Culture ha messo online un coinvolgente tour nel museo tra racconti e opere inedite.
Assolutamente da vedere!

Gli auguri di Amusart per Ludwing van Beethoven

Least but not last, aspettando di vedere tutte le installazioni, le crociere musicali sul fiume, i concerti e le performance dal vivo ( qui il programma online e quello futuro BTHVN2020) possiamo inviare gli auguri a Beethoven. Sì, proprio così. Noi lo abbiamo già fatto ovviamente e voi?
Ecco qui come fare.

Bonn, ovviamente degna madre di un figlio illustre, ci insegna che ad investire nella cultura non si va mai a perdere e che l’arte va conservata sì, ma va anche reinterpretata affinché venga vissuta nel contemporaneo. È una delle grandezze della musica e dell’arte in generale. 

Roberta Capotondi

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