Amusart - Spinoff - Logo

Beatrice Venezi: direttore d’orchestra, non direttrice.

Marzo 7, 2021

Written by Tiziana.Amusart

Beatrice Venezi sale sul palco dell’Ariston e chiede di essere chiamata direttore d’orchestra e non direttrice: si scatena un putiferio.

Siamo diventati totalmente incapaci di reprimere la tentazione del giudizio. Beatrice Venezi, direttore d’orchestra in piena parabola ascendente di carriera, sale sul palco dell’Ariston e chiede di essere chiamata direttore d’orchestra e non direttrice: si scatena un putiferio.

Anche nei confronti di Fiorello e Amadeus, strali. Non parliamo di Achille Lauro, ragazzo di una simpatia unica e che sta provando a portare una visuale alternativa: niente, insulti. Ci cadono addirittura critici musicali di enorme caratura, che su Twitter si abbandonano a rabbia e frustrazione, senza contestualizzare, senza appunto criticare, nell’accezione più alta del termine che è legata all’argomentazione intellettuale.Non siamo più capaci di fermarci, ponderare e agire. Il mezzo, quello dei social, è indubbiamente una mina in questo senso, esplode solo sfiorandola e crea una polvere velenosa, anche per chi la solleva.

Abbiamo dimenticato la dimensione personale, siamo talmente poco abituati a considerare i contenuti visuali oltre il loro primo strato, quello che necessariamente ha il filtro dello schermo, che dimentichiamo che artist*, show(wo)men, direttor* d’orchestra (tu guarda se uno ora deve mettere gli asterischi per non essere tacciato di misoginia, è così che si uccide la lingua italiana, altro che balle) sono persone e artisti nella funzione della loro professione per la quale vengono pagati molto perché hanno responsabilità e seguito di pubblico. Problemi?

Facciamocene una ragione: non siamo tutti uguali, vi do questo scoop. C’è chi ha più talento di noi, più intelligenza di noi, più opportunità, fortuna, capacità di gestione. E quelle persone ottengono quei risultati che vorremmo noi: è questo che genera invidia dannosa, corsa disperata alla distruzione dell’altro per elevare noi stessi.

Sì, distruggere. Perché con una frase si può uccidere e con milioni di cattiverie l’aria diventa irrespirabile. Quello che è successo in questa settimana è stato inquinante, risultato ovviamente di una frequentazione superficiale dei social portata ai massimi livelli a causa del lockdown. Contribuire a rendere migliori i social è nelle mani e nelle dita sulla tastiera di tutti noi, è una priorità etica e sociale, un’eredità che lasceremo alla generazione dei nostri figli. Polemica costruttiva, contraddittorio serrato, sarcasmo, ironia, critica argomentata, abbiamo tante possibilità di esprimere un’opinione decisa prendendo una posizione netta.

La cattiveria e la violenza verbale nascondono solo frustrazione, rabbia e mancanze: prima di accanirvi, chiedetevi cosa proprio non riuscite a perdonare, cosa denigrate, cosa ritenete sia sbagliato. Di voi stessi, però.

Altrimenti: Zitti e buoni.

Leggi tutti gli articoli di Tiziana Tentoni su Spin-Off

Se vuoi ricevere tutti gli articoli di Spin-Off direttamente sulla tua email iscriviti qui:
crossmenuchevron-down